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Il settore primario

Questo settore racchiude in se tutte le attività di sfruttamento delle risorse naturali che vengono offerte dalla Terra  tramite la sua flora, la fauna ed il sottosuolo.

Tra esse rientrano:

  1. l’agricoltura, coltivazione della terra, certamente la parte più cospicua di tutto il settore primario;
  2.  la silvicoltura, che utilizza il legname dei boschi;
  3. l’allevamento, di bovini, ovini, suini e pollame;
  4. l’apicoltura, per la produzione del miele;
  5. la pesca, praticata non solo in mare aperto ma anche nell’allevamento dei pesci e dei molluschi;
  6. l’estrazione mineraria generalmente sempre più ridotta ad eccezione delle saline e delle cave di marmo.

Il settore primario nella sua storia ha avuto una importante evoluzione.
Nonostante nell’antichità abbia rappresentato l’unico elemento di sostentamento della popolazione, oggi, è divenuto il settore che occupa il minor numero di lavoratori.
Questo fenomeno si è verificato soprattutto per due diversi motivi estremamente diversi tra loro.
Il primo è certamente rappresentato dalla difficoltà e dalla fatica che caratterizzano tale lavoro nonché dal rischio del risultato produttivo strettamente collegato con la situazione atmosferica dell’annata sempre estremamente aleatoria.

Dall’altro lato questa attività col passare degli anni, ha visto il sopraggiungere di nuove tecniche che hanno ridotto sensibilmente il numero degli occupati necessari alla produzione. Infatti lo sviluppo di macchine agricole, quali trattori ed incubatrici, di particolari sostanze chimiche, quali concimi e diserbanti,  la produzione è stata sensibilmente aumentata, con il conseguente calo di utilizzo di manodopera certamente più costosa.